Europa: cresce il consumo di cannabis

europa-cannabisUn sondaggio Eurobarometro svela le abitudini e le opinioni dei ragazzi europei sulle sostanze stupefacenti

L’Eurobarometro – l’agenzia Ue che registra le opinioni dei cittadini europei – ha condotto un sondaggio sulle droghe fra più di 7600 giovani (dei quindici Paesi membri dell’Unione europea, prima dell’allargamento) appartenenti alla fascia d’età compresa fra i 15 e i 24 anni. L’esito dei dati per il 2004 ha confermato la maggior parte delle osservazioni emerse dalla campagna svolta nel del 2002.

I risultati evidenziano che il tasso di contatto e di consumo personale dei cannabinoidi – marijuana, hascisch, olio di hascisch (distillazione delle foglie) e THC (tetra-idro-cannabinolo) – è in aumento e superiore a quello di altre droghe. I luoghi privilegiati per acquistarle sembrano essere feste, pub e discoteche, luoghi dove possono essere ottenute facilmente secondo il 79% degli intervistati.

Il Centro Europeo di Monitoraggio sulle Droghe di Lisbona ha rivelato che, a partire dagli anni Novanta, il consumo una tantum di cannabis è aumentato in maniera tale da poter essere descritto come “diffuso” in un certo numero di Stati membri.
Questa affermazione trova un perfetto riscontro nella popolazione giovanile in cui il 68% dichiara di conoscere persone che fumano “spinelli”, la metà di aver avuto la possibilità di fumarne e un terzo di averne già provati.
Dai dati raccolti è stato possibile tracciate un profilo socio-demografico sulle persone più esposte al consumo di sostanze stupefacenti: sono giovani tra i 20 e i 24 anni, prevalentemente di sesso maschile, disoccupati, risiedono in grandi città e conoscono gente che ne fa già uso.

Perché i giovani provano le droghe?

La ragione principale che induce a provare le sostanze stupefacenti è la curiosità (64%) seguita da invito da parte dei coetanei (45%) e dalla ricerca di un’intensa emozione (37%). Un giovane su tre vede un collegamento fra il consumo di alcool e tabacco e quello delle droghe (in aumento di 6 punti percentuali rispetto al 2002).
All’interno dei confini UE i ragazzi fumatori di sigarette sono rimasti stabili al 37% mentre è in ascesa, di due punti rispetto al precedente rapporto, l’assunzione regolare di alcool diffusa oggi al 47% nella fascia d’età studiata.
La maggior parte dei giovani europei ritiene che tutte le sostanze stupefacenti siano pericolose anche se vengono fatte distinzioni in base alle droghe – leggere o pesanti – e che il maggior rischio è rappresentato dalla dipendenza (72%) e dalla mancanza di una forte volontà (50%). Sono emerse opinioni contrastanti in merito alla pericolosità dovuta all’uso occasionale di alcool, cannabis o ecstasy. Gran parte dei giovani considerano come “molto pericolosa” l’eroina e le droghe sintetiche (89%), la cocaina e il crack (70%). Percentuali molto più basse sono emerse in relazione al tasso di nocività di cannabis (24%), sigarette (14%) e alcool (13%).

Punire ma anche e soprattutto informare

Centri specializzati sulla droga risultano essere la principale fonte di informazioni al riguardo (55%). Altre continuano a essere costituite da professionisti del settore medico-sanitario (44%) e amici (36%), mentre l’utilizzo di Internet è quello che ha registrato il più grande incremento nel 2004, essendo aumentato di sei punti a livello Ue.
Infine, circa tre quarti degli intervistati non sono d’accordo sul fatto che ci sarebbero meno problemi legati alla droga se questa fosse meno costosa (72%). Il dato cambia se si tiene conto dei soli consumatori di sostanze stupefacenti: la gran parte afferma che, se le droghe fossero più economiche, ci sarebbero meno problemi. La metà è comunque concorde sul fatto che i tossicomani dovrebbero avere disponibilità di aghi e siringhe poco costosi e ritiene importanti misure punitive contro gli spacciatori e i produttori.

Di questi giorni è la disposizione con cui il Consiglio Giustizia/Interni adotta la decisione quadro che definisce e punisce il traffico di droga. Viene stabilita una definizione comune del traffico di droga e una certa armonizzazione delle sanzioni, che saranno progressive, da quelle “dissuasive” fino a un massimo di 10 anni di reclusione, a seconda della gravità del traffico e del grado di pericolosità della droga. I ministri hanno escluso dal campo di applicazione della direttiva il consumo personale. Gli Stati membri potranno, qualora lo vogliano, punirlo ma non saranno costretti a farlo a norma di questa decisione quadro. L’accordo permette quindi ai Paesi Bassi di mantenere la loro tolleranza per la detenzione di piccole quantità di droghe leggere. I paesi Ue hanno a partire da ora un anno e mezzo di tempo per applicarla.

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