Dalla birra alla vodka

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Allarme birra nel paese della vodka, la Russia: anche le ragazzine ne scolano litri, bevendo direttamente dalla bottiglia, per strada. È una nuova, inattesa ”minaccia alcolica” per una Russia dove gli ubriaconi certo non mancano e la Duma, la camera bassa del parlamento, ha appena deciso un vistoso giro di vite in puro stile proibizionistico.

Con un solo voto contrario e 429 a favore, i deputati hanno vietato il consumo di birra fuori dai bar, dai ristoranti e dalle mura di casa. D’ora in poi non potra’ piu’ essere venduta nei negozi che si trovino vicino a scuole, ambulatori e ospedali. Senza distinzione di colore politico, la Duma ha dichiarato guerra alla birra nella convinzione che soltanto così sia possibile un’efficace difesa dei giovani da una tendenza in buona parte associata con l’occidentalizzazione del paese dopo la caduta del comunismo.

Cenni storici sulla birra in Russia

La birra esisteva ovviamente anche nella vecchia Urss ma era di qualita’ pessima. In genere non era nemmeno pastorizzata. Adesso no: tutte le principali birrerie del pianeta si sono impiantate in Russia e grazie a prezzi modici e ad una pubblicità martellante hanno sfondato alla grande, soprattutto tra le generazioni meno anziane. Negli ultimi cinque anni hanno raddoppiato la produzione, con prospettive di crescita ancora piu’ colossali. Il rovescio della medaglia di questo boom è pero’ visibile ogni sera al centro di Mosca: per strada, nei sottopassaggi, davanti alle stazioni della metropolitana, bivaccano bande di ragazzini e ragazzine – spesso barcollanti – con l’immancabile bottiglia di birra tra le mani o tra le labbra. La si compra ovunque. I chioschi che la smerciano sono spuntati come funghi un po’ a tutti gli angoli della capitale. Quando questo boom si è per la prima volta profilato qualche anno fa, le autorita’ l’hanno incoraggiato con l’adagio ”meglio la birra della vodka”.

È una buona decisione?

Adesso la musica è cambiata. Prevale il timore che la birra – ingurgitata a fiumi da ragazzini e ragazzine dall’età di dodici anni – costituisca una specie di iniziazione propedeutica ai piu’ terribili superalcolici e sia spesso un combustibile importante della micro-delinquenza urbana. Da qui la decisione della Duma di trattarla alla stessa stregua della vodka, proibendone il consumo all’aperto. Invano l’unico deputato che ha poi votato contro, il libertario Viktor Pokhmelkin, ha scongiurato i colleghi di non colpire ”in modo cosi’ atroce una delle poche industrie in espansione al di fuori del settore petrolifero”. La camera bassa non ha sentito ragione e ha approvato ieri in seconda lettura una severa legge anti-birra. Ma quanto sara’ efficace il giro di vite? A Mosca prevale lo scetticismo. Tanto per incominciare: la legge non quantifica le multe a carico di chi la viola. Diventa poi difficile immaginare i sornioni poliziotti russi impegnati in operazioni repressive contro i teen-ager che continueranno a fare all’aperto un inebriante pieno di alcool.